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Da dove iniziare con l'AI in una piccola azienda
Nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane ha usato l'intelligenza artificiale, il doppio dell'anno prima. Cinque domande per capire da dove partire senza sprecare soldi.
Scritto dal team di Affianco
C'è una frase che sentiamo spesso: «Dovremmo fare qualcosa con l'intelligenza artificiale, ma non sappiamo da dove cominciare». È una frase onesta, e arriva tanto da chi ha un ristorante quanto da chi guida una rete vendita. Di solito chi la dice ha già provato ChatGPT per scrivere un'email, ha visto che funziona, e si è fermato lì.
Non è pigrizia. È che tra «so fare una domanda a un chatbot» e «ho tolto due ore di lavoro al giorno alla mia segreteria» c'è di mezzo un progetto, e nessuno ha tempo per un progetto.
Quante aziende italiane usano davvero l'AI?
Meno di quante sembri leggendo i giornali, ma molte più di un anno fa. Secondo il report Imprese e ICT dell'ISTAT, nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale. Nel 2024 erano l'8,2%, nel 2023 il 5%. Tra le grandi imprese si arriva al 53,1%, tra le PMI al 15,7%.
Il dato che ci interessa di più, però, è un altro. Tra le aziende che hanno valutato un investimento in AI e poi hanno lasciato perdere, il 58,6% indica come ostacolo la mancanza di competenze. I costi elevati vengono dopo, al 43%. In altre parole: il problema non è quanto costa, è che non si sa cosa chiedere.
Da quale processo conviene partire?
Dal più noioso. Sul serio. I progetti che funzionano non partono da «cosa può fare l'AI», ma da «cosa non vuole più fare nessuno qui dentro». Un buon primo candidato ha tre caratteristiche:
- Si ripete spesso: tutti i giorni, non una volta al trimestre.
- Segue regole abbastanza chiare: prendere una prenotazione, ricopiare i dati di un'email in un gestionale.
- Si può misurare: quante chiamate perse, quante ore, quanti errori.
Rispondere al telefono durante il servizio, riscrivere gli appunti dopo una riunione, controllare a mano fatture e premi dei fornitori: sono tutti lavori così. Poco fascino, molto tempo.
Quali domande farsi prima di spendere un euro?
- 1Qual è il problema, detto senza la parola AI? «Perdiamo prenotazioni il sabato sera» è un problema. «Vogliamo usare l'intelligenza artificiale» non lo è.
- 2Quanto ci costa oggi? Va bene anche una stima grezza: ore a settimana, clienti persi, errori da correggere. Senza questo numero non saprai mai se la soluzione ha funzionato.
- 3Cosa succede quando l'AI non sa cosa fare? È la domanda che separa un progetto serio da una demo. La risposta giusta è quasi sempre «passa a una persona», e deve essere chiaro a chi e come.
- 4Si collega agli strumenti che abbiamo già? Se per usare la novità bisogna cambiare gestionale, calendario e abitudini, il progetto si spegne al secondo mese.
- 5Chi controlla? Qualcuno in azienda deve poter vedere cosa ha fatto il sistema, correggerlo e spegnerlo. Se la risposta è «il fornitore», manca un pezzo.
Meglio un prodotto pronto o un progetto su misura?
Dipende da quanto è comune il tuo problema. Se è lo stesso di migliaia di altre attività, come il telefono che squilla mentre sei in cucina, esiste quasi certamente un prodotto già fatto, rodato e più economico di qualunque sviluppo ad hoc. Se invece il problema nasce da come lavora proprio la tua azienda, con i tuoi fornitori, i tuoi file e le tue eccezioni, allora ha senso un'automazione costruita su misura.
Noi facciamo entrambe le cose, quindi non abbiamo interesse a spingerti da una parte o dall'altra: ci sono prodotti pronti per ristoranti, centri medici e reti vendita, e progetti su misura per tutto il resto. Il consiglio vale comunque: parti dal problema, e scegli lo strumento dopo.
E se partiamo e poi non funziona?
Capita, e non è un dramma se hai iniziato in piccolo. Un solo processo, un periodo di prova, un numero da guardare prima e dopo. Se il numero non si muove, hai speso poco e hai imparato qualcosa su come lavora la tua azienda. Se si muove, sai già qual è il secondo processo da affrontare.
Fonti
Vuoi capire se ha senso per la tua azienda?
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